Ricordando Sister Rosetta Tharpe: la donna che inventò il rock’n roll

La bambina prodigio di Cotton Plant. La prima a suonare la chitarra in distorsione, ispirando futuri grandi chitarristi.

Compositrice, cantante e chitarrista statunitense, pioniera della musica gospel e del rock’n roll. Dimenticata per moltissimi anni è stata inserita nella Rock and Roll Hall of Fame soltanto nel 2018.


Rosetta Tharpe nasce, con il cognome Nubin, il 20 marzo 1915 a Cotton Plant, nell’Arkansas. I genitori sono raccoglitori di cotone. La vita è durissima.

Rosetta comincia ad esibirsi all’età di quattro anni per la sua comunità e poi accompagnando la madre, diventata evangelista, che predica nelle chiese del sud degli Stati Uniti.

I fedeli impazziscono letteralmente per questa geniale ragazzina che canta e suona numerosi strumenti come una vera professionista.

Nel 1934 sposa il reverendo Thomas Thorpe. (Il cognome “Tharpe” origina da un errore ortografico). Il matrimonio è infelice. Il marito si rivela un despota maschilista violento. Rosetta deve nuovamente fuggire con la madre. Nel corso della sua vita si risposa più volte, ma mantiene sempre il cognome Tharpe.

Ricordando Sister Rosetta Tharpe: la  donna che inventò il rock'n roll

Nella Grande Mela

In cerca di un futuro migliore, Rosetta sbarca a New York nel 1938. Inizia a suonare nei locali notturni. I discografici newyorkesi si accorgono subito che Rosetta ha un grandissimo talento musicale. La sua musica ha un’energia fuori dal comune, è veloce e ritmata. E’ un mix di sacro e profano.

I fedeli che prima la osannavano, ora si indignano perché suona musica sacra nei locali notturni. Per fortuna, Rosetta non si lascia scoraggiare e continua a cantare e a suonare e a mietere successi.

Il 31 ottobre 1938 registra i primi dischi con la Decca Record. Rosetta diventa così una rockstar dell’epoca.

Suona una Gibson SG di color panna, chitarra diventata poi iconica. E’ la prima a suonare in distorsione, ispirando i futuri grandi chitarristi quali Jimi Hendrix, Eric Clapton e molti altri ancora.

“Oh, these kids and rock and roll — that is just sped up rhythm and blues. I’ve been doing that forever.“

Rosetta Tharpe
Razzismo

Nonostante la fama raggiunta, Rosetta Tharpe è vittima del razzismo dilagante. Durante i tour era costretta a dormire sugli autobus e consumare i pasti all’entrata posteriore dei ristoranti perché non le era concesso entrare in quanto donna nera.

“Suono meglio di un uomo!”

Rosetta è anche vittima del sessismo dell’ambiente. A chi si complimentava con lei dicendo «Suoni proprio come un uomo!», rispondeva con: «Nessun uomo può suonare come me. Suono meglio di un uomo!».

Sister Rosetta Tharpe – “Didn’t It Rain” (1964)

Il mitico concerto in Europa

Nel 1964 si esibisce nel tour europeo “American Folk Blues Festival” accanto a Muddy Waters, Howlin’ Wolf, John Lee Hooker and Sonny Boy Williamson. Una tappa del tour si tiene nella vecchia stazione ferroviaria in disuso di Wilbraham Road a Whalley Range, Manchester allestita come una vecchia stazione degli Stati del Sud e rinominata “Chorltonville”.

La pioggia cade incessante. Rosetta Tharpe arriva, elegantemente avvolta in un morbido cappotto bianco, scarpe col tacco, sorride, fa battute e poi come se niente fosse, imbraccia la sua Gibson e tira giù il mondo con il suo sound.

Il pubblico va in visibilio per l’esibizione di Rosetta Tharpe, per i suoi giri di blues e le distorsioni che ottiene con la sua chitarra.

Tra il pubblico di spettatori entusiasti ci sono Keith Richards ed Eric Clapton!

L’oblio e la morte

Con l’avvento del “sex, drugs & rock’n roll, la fama di Rosetta è destinata a scemare. Il pubblico preferisce un altro tipo di musica.

Alla fine degli anni ’60, si trasferisce a Philadelphia. Qui muore dimenticata nel 1973 senza neanche una lapide.

Pur avendo inventato quel tipo di sound, Rosetta cade nell’oblio. Come molte altre figure femminili , anche a Rosetta Tharpe non è attribuita la giusta rilevanza in campo musicale.

Nel 2008 viene organizzato un concerto per ricordarla e viene eretto un memoriale in suo nome.

Soltanto nel 2018 viene finalmente inserita nella Hall of Fame di Los Angeles.

Molte leggende del rock, come Jimi Hendrix, Little Richard, Bob Dylan, Elvis Presley, Led Zeppelin, Chuck Berry, Elvis Presley e tanti altri si sono ispirati a questa straordinaria donna afro-americana, che meriterebbe uno spazio più ampio nella storia della musica rock.

La prima canzone rock di sempre, tra sacro e profano: Strange things happening everyday

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: