KIMI ANTONELLI: PIEDE E TESTA
Sono notoriamente ferrarista.
E, come si dice, una volta in Ferrari, si rimane per sempre Ferrari. Anche quando la squadra ti costringe a esercitare una certa dose di pazienza e di spirito critico.
Ma oggi, prima ancora che parta il Gran Premio del Messico, voglio spendere due parole per Kimi Antonelli.
È alla vigilia di un possibile traguardo straordinario: diventare il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1. Ma le gare, si sa, si decidono sotto la bandiera a scacchi e può succedere di tutto.
Al di là di come finirà oggi, credo che questo ragazzo meriti già i complimenti per il percorso fatto, per il talento dimostrato e per la maturità con cui sta affrontando questa sfida.
L’ho detto anche in occasione di una trasmissione televisiva alla quale sono stata invitata: Kimi Antonelli è un ragazzo che ha piede e testa.
Per piede intendo il talento naturale, la sensibilità di guida, la capacità di sentire la macchina, interpretarne le reazioni, trovare il limite e mantenerla in equilibrio anche quando si viaggia a velocità estreme. Non è soltanto una questione di velocità: è il rapporto quasi fisico tra pilota e monoposto.
Per testa intendo un insieme di intelligenze: quella spaziale, che permette di percepire distanze, traiettorie e ingombri; quella tattica, che consente di leggere la gara, anticipare le mosse degli avversari e scegliere il momento giusto per attaccare o difendersi; quella analitica, necessaria per comprendere il comportamento della vettura e dialogare con gli ingegneri. E, naturalmente, la lucidità per prendere decisioni in frazioni di secondo, anche sotto una pressione enorme.
Il cuore, inteso come passione, non si discute. Quello, in Formula 1, ce l’hanno tutti i piloti, altrimenti non potrebbero nemmeno pensare di salire su quelle monoposto.
Ma avere piede e testa, saper mettere insieme talento, lucidità, sensibilità di guida e capacità di leggere una gara è un’altra cosa.
E Antonelli, a mio avviso, ha dimostrato di possedere tutte queste qualità.
C’è poi un altro aspetto che merita una riflessione: Kimi ha trovato una squadra che ha saputo riconoscerne il talento e credere nelle sue capacità.
Il talento va riconosciuto, ma anche qualcuno deve avere il coraggio di scommetterci.
E anche questo non è affatto scontato.
Da ferrarista, come sempre, i miei complimenti a Kimi Antonelli non hanno alcuna contraddizione.
#GPMexico #KimiAntonelli


