E’ di nuovo Valanga Rosa ?

E’ vero che nello sport, come nella vita, non si può e no si deve mai “dormire sugli allori” e che per i campioni la vittoria più bella è sempre quella che deve ancora venire, però non sarebbe giusto non soffermarci su quello che è successo nello sci azzurro femminile, durante la recente trasferta americana della Coppa del Mondo.
Mentre c’è un po’ di rammarico per Sofia Goggia, che non ha saputo sfruttare la tre giorni di velocità sulle nevi di canadesi, centrando come miglior risultato un sesto posto nella prima discesa, non altrettanto si può dire per le altre azzurre, che hanno ottenuto ottimi risultati. A cominciare da Marta Bassino, 23 anni di Borgo San Dalmazzo, che a 23 anni ha fatto sentire il proprio acuto nella colonna sonora di una carriera che rischiava di appiattirsi, nonostante un’età che può ancora considerarsi come atleta sul trampolino di lancio. La piemontese infatti ha ottenuto il suo primo successo in carriera nel Gigante, disputato sulle nevi statunitensi di Killington, che l’ha vista protagonista di una prima manche strepitosa e poi resistere nella seconda al veemente attacco della compagna di squadra Federica Brignone. E’ arrivata quindi una fantastica doppietta, proprio in casa di quella Mikaela Shiffrin per la quale viene difficile trovare nuovi aggettivi.
Un successo a cui hanno fatto seguito altre imprese azzurre in Canada. Ancora un’altra piemontese sugli scudi, anche se romana di nascita. E’ Francesca Marsaglia, trasferitasi sin da ragazzina a Sansicario, che ha ottenuto il suo primo podio in carriera nella Discesa Libera di Lake Louise. Francesca, splendidamente terza, suo migliore risultato della sua vita di atleta, è finalmente giunta a questo traguardo, dopo una vita tartassata dagli infortuni che hanno interrotto troppo spesso la sua crescita tecnica sempre nei momenti peggiori.
Ci spostiamo sulle Dolomiti, invece, per celebrare un altro risultato di prestigio. Quello ottenuto da Nicole Delago nel superG di Coppa del mondo donne disputato il giorno seguente sempre sulle nevi di Lake Louise. Per la gardenese, anche lei 23 anni come M>arta Bassino, si è trattato di un risultato quasi inaspettato: scesa con il pettorale 31, ha lasciato il segno con una zampata quando la gara sembrava ormai decisa. Per lei si tratta del secondo argento in Coppa dopo quello ottenuto l’anno scorso in casa, nella discesa di Val Gardena.
Tre ottimi risultati che confermano quanto il gruppo delle azzurre stia crescendo sempre di più, riportando alla luce quella “Valanga Rosa”, di cui faceva parte , tanto per fare dei nomi, quella Ninna Quario, la mamma di Federica Brignone appunto. Di buon auspicio quindi, ma adesso bisogna tornare a “lavorare”, perché sono in arrivo altre gare. La Coppa del Mondo, infatti, torna in Europa e, tra sabato e domenica, le donne gareggeranno in Engadina e la settimana successiva, una delle più intense per il circo bianco, il settore femminile si sposterà subito a Courchevel per il gigante di martedì 17, su una pista modificata che segnerà la possibile rivincita tra le azzurre trionfatrici a Killington e Mikaela Shiffrin (che lì vinse 12 mesi fa) e tutte le altre rivali, per il terzo appuntamento stagionale tra le porte larghe.
Insomma, la sfida si fa dura, soprattutto per chi, come Federica Brignone, ha obiettivi molto importanti e vuole sfruttare ogni gara, senza fare troppi calcoli, ma consapevole di poter raccogliere molto da questa stagione.

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