Cracovia per caso

Doveva essere semplicemente una tappa d’appoggio per un viaggio che da tempo volevamo fare ad Auschwitz, offerto dall’occasione di un volo diretto da Torino, introdotto da una compagnia low cost lo scorso anno. Invece, Cracovia è stata un’autentica scoperta, almeno per chi era abituato a considerare la Polonia, come un luogo lontano, un po’ triste e ricco di malinconia, anche se con un ruolo importante dal punto di vista culturale nel panorama mondiale.
Così, la città dell’amatissimo Papa Giovanni Paolo II, si è rivelata una delle località più sorprendenti d’Europa, ricca di storia, arte e cultura, a tal punto che non sorprende il fatto che sia il primo sito del Vecchio Continente ad essere stato inserito nella lista dei patrimoni Unesco.
Sebbene in inverno non si raggiungano mai eccessivi picchi negativi di temperatura, il momento ideale per recarsi a Cracovia è sicuramente l’estate, in cui non fa mai troppo caldo, raggiungendo a mala pena i 30 gradi nelle giornate di solleone. In effetti, in questo clima piacevole ci siamo trovati proprio bene, specialmente in una città dove ci si può muovere facilmente anche a piedi per non perdere nulla di tutto quello che offre.
Prima di tutto la Città Vecchia, il sito medievale rimasto quasi intatto e testimone di tutte le vicende storiche. Il vero cuore di questa zona è la Piazza del Mercato, la più grande piazza medievale d’Europa, un vero e proprio quadrato enorme “recintato” da antichi e illustri palazzi risalenti tra il XVII e XVII secolo.
Tra questi la torre civica del Municipio, il grande Mercato dei tessuti, la Basilica di Santa Maria, la Porta di San Floriano, il Barbacane e il giardino del Planty che sorge sulla vecchia cinta muraria. Inutile sottolineare quanto sia piacevole aggirarsi per la piazza , tra le bancarelle, che spesso occupano gran parte dello spazio, in occasione di qualche ricorrenza. Ma per chi ama lo shopping a tutti i costi, da non perdere la via Florianska, una delle strade intorno alla piazza del Mercato, collegata proprio attraverso questa strada alla Porta di San Floriano, antico ingresso della città. Da tempo ormai zona pedonale, è davvero interessante fare quattro passi tra negozi tipici e gioiellerie, senza farsi mancare i classici souvenir, in mezzo anche a centri commerciali internazionali. Insomma, la via è il vero fulcro della città, una strada centralissima e assai movimentata in tutte le ore del giorno, in cui si trovano le migliori boutique ma anche gallerie d’arte e la maggior parte del locali dove assaporare le specialità del luogo e non solo.
Altro luogo interessante di Cracovia è la collina di Wawel che per lungo tempo ha ospitata la residenza dei re di Polonia. Qui si trovano la chiesa dei Ss. Felice e Adaucto, il Castello, la Cattedrale, considerata la più bella dell’Europa centrale. Ma il Castello è anche il luogo dove si trova il simbolo di Cracovia: Smok, un dragone fatto in metallo che secondo una leggenda terrorizzava la collina del Wavel in quanto divorava ogni anno sette bambini e sette bambine. Dal Castello del Wavel si può accedere alla caverna, dimora del drago, per poi uscire sulla riva del fiume Vistola, dove sorge la statua. Fiume che offre la possibilità di una bella passeggiata proprio lungo la riva.
Accanto alla città vecchia , c’è un altro quartiere storico di Cracovia, quello di Kazimierz, dal nome del suo fondatore, Re Casimiro il Grande. Per circa 600 anni ha ospitato la numerosa comunità ebraica di Cracovia, fino a quando non fu sterminata dai nazisti. Dopo decenni di abbandono ha ripreso a vivere grazie soprattutto all’attenzione portata dalle riprese del film Schlinder’s List, fabbrica che si trova realmente a pochi minuti dal centro e che vale la pena visitare per capire realmente la storia dell’occupazione nazista in Polonia e gli orrori della Seconda Guerra Mondiale. Un quartiere tutto da girare a piedi tra le vecchie botteghe con le scritte originali e soprattutto per visitare la Vecchia Sinagoga, fantastico esempio di architettura giudaica costruito nel 1389.
Molto interessante e suggestivo è il tour di Papa Wojtyla a Cracovia. Anche se non si è religiosi, la sua presenza si sente viva in ogni angolo. Wojtyla fu vescovo della città per circa 15 anni. Da fare un giro tra il quartiere Debniki, l’antica Università Jagellonica, il Rynek fino al quartiere di Nowa Huta, i luoghi nei quali il pontefice visse.
Ma la meta da non mancare assolutamente, perché da sola vale l’intero viaggio, sono le Miniere di Sale di Wieliczka, di cui molto onestamente ne ignoravamo completamente l’esistenza. Uno spettacolo straordinario ad appena 13 km dal centro della città Cracovia, racchiuso in quelle miniere di sale che per secoli hanno fornito sale e ricchezza alla Polonia. Dopo la fine della produzione, sono state recuperate per farne un luogo turistico di eccellenza, grazie anche al potere conservativo del sale, che ha mantenuto alcune strutture in legno quasi come nuove. La miniera raggiunge una profondità di oltre 300 metri, dove si trova la “Cattedrale di Sale“, una vera basilica tutta di sale di 54 x 12 metri dedicata alla Beata Kinga, la patrona dei minatori polacchi. Una vera meraviglia tutta da scoprire, attraverso un percorso ricavato nelle gallerie ricche di bassorilievi, decorazioni, laghetti e anche uno spazio per fare inalazioni saline, molto utili per chi soffre di allergie, grazie al microclima stabile e alla purezza dell’aria.
Da ultimo, almeno per noi, una visita non è completa se non si sperimentano le specialità locali. Eccoci dunque accontentati, prima di tutto dallo street food, che si può assaggiare avvicinandosi ai vari baracchini che vendono il Bwarzanek, una sorta di grande Bretzel con semi di papavero o di sesamo, mentre nelle zone del centro storico vale veramente la pena frequentare qualche locale per assaggiare gli ottimi “Pierogi”, ravioloni di pasta sottile farcita, e il famoso “Bigos”, specialità a simbolo della cucina polacca a base di crauti, carne e spezie.
Insomma una città magica, dove folklore, leggenda e storia si mescolano in una perfetta armonia regalando un piacevole soggiorno a chi vuole approfittare di un lungo weekend lontano da casa.

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