ANDREA HENRIQUET – L’UOMO E IL MARE

Il campione di vela, medaglia d’oro al valore atletico, in procinto di affrontare la regata Cape2Rio2020 su Almagores II, racconta la sua passione per il mare.

Andrea Henriquet è nato e cresciuto a Sestri Levante in una casa sugli scogli, con l’angolo del giardino che sembrava la prua di una nave con rotta a Libeccio.

Il nonno e il padre erano comandanti di navi commerciali. Andrea cresce cullato dai racconti di mare che lo fanno sognare, ma apprende anche informazioni tecniche che gli fanno capire quanto sia affascinante e allo stesso tempo complicato il rapporto tra l’uomo e il mare.

Vivere il mare

Il padre sceglie di insegnargli su una lancetta a vela dove si rema, si naviga a vela, si esce a pescare al bolentino. Insomma dove si vive il mare!
Fa la sua prima uscita a 7 anni, ma solo dopo aver ottenuto il consenso del nonno e dopo il controllo del barometro, dello “scenario meteo locale” e qualche domanda tecnica. La scelta di frequentare il Nautico è quasi d’obbligo.

L’occasione della vita

Primo di terminare gli studi però gli viene offerta l’occasione che gli farà svoltare la vita: la prima traversata atlantica in trasferimento dalla Martinica alle Azzorre.

Andrea Henriquet
1979, la traversata atlantica Martinica-Azzorre

Il respiro dell’Oceano

Nasce la sua incredibile passione per l’Oceano, l’idea di navigare e avere davanti a sé tanto mare da non poter pensare a quando si arriva, dove sentirsi “definitivo” a bordo e non un passeggero in trasferimento!

Il Mare si presta a infinite narrazioni diverse, una è sicuramente l’Oceano, con il suo respiro lungo, con l’dea di viverci, di conquista, di avventura, di ignoto, di navigazione di vita oltre che di barca, di orizzonti liberi e di sfera celeste.


Il giro del mondo, i successi da professionista e l’insegnamento

A vent’anni arriva il giro del mondo in regata ( Withbread 81), il mondiale vinto nell’ 83 e una parte di vita dedicata al professionismo della vela da regata. Dal ’93 invece inizia la parte dedicata all’insegnamento, alla formazione e a uscite “commerciali diportistiche” .


La tecnologia e il dialogo con la barca

L’idea dell’impiego della tecnologia e il progresso pazzesco che stanno facendo le performance delle barche a vela piacciono ad Andrea Henriquet, ma il suo “dialogo con la barca” sente di farlo ancora oggi con le barche che ha sempre sognato. Il suo era lo Swan 65 ketch. Ancora oggi quando la incontra su una banchina la saluta.

Vetroresina e il fascino del legno

Gli piace la praticità della vetroresina, l’efficacia del carbonio, il fascino del legno. Un giro del mondo lo farebbe su una barca in vetroresina, un giro in barca vicino a casa su un Sangermani in legno di un amico o su un FD di Galletti con fasciame incrociato lamellare.


La prossima impresa: Cape2Rio 2020

Mentre scriviamo Andrea Henriquet si trova a Cape Town in Sudafrica assieme all’equipaggio sta ultimando i preparativi per la regata Cape2Rio2020. Sarà lo skipper del Southern Wind 102 Almagores II di Federico Borromeo.

Preparare la regata

Al telefono ci spiega: “Nella fase di preparazione bisogna cercare di prevedere tutti gli scenari, dai più semplici e banali a quelli più estremi, l’equipaggio deve essere messo in condizione di operare in ogni caso con lucidità e competenza, conoscendo i limiti della barca e lo spirito del comandante “della spedizione” .

Andrea Henriquet al timone di Koyrè Swan 42 Spirit of Nerina


Sul mare ognuno è responsabile del proprio percorso di vita e formazione – Andrea Henriquet

L’uomo e il mare

“Quello che mi piace trasmettere è l’idea che sul mare ogni persona è responsabile del proprio percorso di vita e di formazione, che l’opportunità che ti dà il mare è di percorrerlo per tutta la vita e diventerà il “tuo” modo di andare per mare, perché come recitano i versi secondo me più efficaci della letteratura sul mare”.

Uomo libero, sempre amerai il mare!
È il tuo specchio il mare: ti contempli l’anima
nell’infinito muoversi della sua lama.
E il tuo spirito non è abisso meno amaro.
Divertito ti tuffi in seno alla tua immagine,
l’abbracci con lo sguardo, con le braccia e il cuore
a volte si distrae dal proprio palpitare
al bombo di quel pianto indomabile e selvaggio.
Siete discreti entrambi, entrambi tenebrosi:
inesplorato, uomo, il fondo dei tuoi abissi,
sconosciute, mare, le tue ricchezze intime,
tanto gelosamente custodite i segreti!
Eppure ecco che vi combattete
da infiniti secoli senza pietà né rimorso,
a tal punto amate le stragi e la morte,
o lottatori eterni, o fratelli implacabili!

CHARLES BAUDELAIRE, Les fleurs du mal (Paris, 1857).

Tracking della Cape2Rio – link

Sarà possibile seguire e fare il tifo per Andrea Henriquet su Almagores II sul tracking della Cape2Rio a questo link https://yb.tl/c2r2020

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