Alla scoperta delle testimonianze archeologiche dell’Oman

Experience Oman

In attesa di tornare a viaggiare Life is Passion vi porta alla scoperta di alcune delle più importanti testimonianze archeologiche della storia dell’Oman.

Conosciuto nell’Antichità come regno di Magan, l’Oman registra i primi insediamenti umani fin dalla Preistoria.

La conquista Persiana, la conversione all’Islam e l’arrivo dei portoghesi hanno plasmato la storia e la cultura del Paese, lasciando testimonianze in tutto il Sultanato. Sebbene le ricerche archeologiche abbiano avuto inizio solo negli anni Settanta, oggi il Paese conta un grande numero di siti storici di alta rilevanza.

Non sempre i siti archeologici sono facilmente accessibile. In Oman vi sono tuttavia operatori, guide specializzate e archeologi, in grado di organizzare itinerari legati al patrimonio archeologico.

L’Oasi di Salut

Nella regione di Ad Dakhiliyah, l’antica oasi di Salut testimonia sia le origini della storia omanita con l’arrivo delle prime tribù sopraggiunte dal sud della Penisola Arabica, sia l’avvento dei persiani con la battaglia semi-leggendaria tra Malik bin Fahm e le truppe persiane.

Situato a circa 25 km da Jabreen, Salut può essere proposta come tappa aggiuntiva da/verso il castello omonimo.

Fu fiorente centro di scambi commerciali già nella prima Età del Bronzo, circa 2500 a.C. A quest’epoca risalgono i resti di tre possenti torri e una raffinata rete di canalizzazione.

Secondo la leggenda infatti è proprio qui che Salomone sviluppò il sistema degli aflaj, vero orgoglio ingegneristico dell’Oman.

Recenti scavi hanno portato alla luce anche un insediamento monumentale risalente all’Età del Ferro: il castello di Husn Salut.

Gli oggetti rinvenuti durante le ricerche hanno permesso di scoprire diversi aspetti della vita quotidiana dell’antico popolo omanita, suggerendo che questo fosse un luogo di culto e di incontro.

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I siti archeologici di Bat, Al-Khutm e Alayn

Scoperte negli anni Settanta a una ventina di chilometri da Ibri, nella regione di Ad Dhahirah, i siti archeologici di Bat, Al-Khutm e Al Ayn sono un impressionante gruppo di tombe, costruzioni circolari e resti di insediamenti risalenti al 3500-2200 a.C.

Suddivisi in tre siti archeologici, nel 1988 sono stati annoverati tra i Patrimoni dell’Umanità UNESCO, rappresentando il più completo insieme di necropoli e insediamenti del terzo millennio a.C. del pianeta.

Di grande interesse le più di 100 tombe monumentali dell’area, divise tra tombe “ad alveare” del periodo di Hafeet e tombe circolari della cultura Umm Al Nar, diffusa nell’area settentrionale dell’Oman e la torre di Al-Khutm, costruita in pietra e con un diametro di 20 metri.

L’importanza del complesso archeologico risiede anche nella sua posizione strategica, quale punto di raccordo delle antiche rotte commerciali.

Diversi scavi hanno infatti portato alla luce una grande quantità di reperti in ceramica e bronzo, semi e anche frammenti di gioielli in corniola caratteristico della Civiltà dell’Indo, a testimonianza della grande rilevanza nei commerci dell’Oman.

Nel governorato di Ad Dhahirah l’offerta ricettiva è limitata, tuttavia il sito può essere raggiunto comodamente da Jabal Shams, per un soggiorno in quota, a 50 km oppure da Nizwa, a 100 km.

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Pitture rupestri

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Le montagne dell’Oman e le pareti dei wadi custodiscono da nord a sud un grande numero di siti di arte rupestre.

Tartarughe, orici, felini, figure umane e iscrizioni in alfabeto musnad, i petroglifi dell’’Hajar sono preziose testimonianze dell’arte preistorica e preislamica del Paese.

Lungo la strada tra Al Hamra e Jebel Shams si trova Hasat bin Salt, uno dei siti più famosi nel Paese.

Sulle tre facce di questo imponente monolite di calcare si trovano gruppi di figure umane in bassorilievo della datazione ancora incerta.

Affascinanti esempi di incisioni anche nel Musandam: nel villaggio di Tawi, arroccato sulle pendici del Jabal Harim, si trovano rocce con arte rupestre ben conservata rappresentanti guerrieri a cavallo, animali e barche.

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Lungo la via dell’incenso: Al Baleed e Sumhuram

La tropicale Salalah è da sempre considerata un luogo di grande interesse storico e archeologico, con un gran numero di ritrovamenti portati alla luce negli ultimi anni.

Fin dal 5000 a.C. la parte meridionale del paese costituiva il fulcro dei commerci tra Oriente e Occidente. Visse il suo momento di massimo splendore nel medioevo, quando Al Baleed diventò il porto più importante per l’esportazione dell’incenso, comprovato dai ritrovamenti di antiche monete provenienti dalla Cina e dall’India.

Scoperto nel 1930, il sito di Al Baleed raduna un complesso di vestigia archeologiche di 64 ettari, delimitato, a ovest, da un alto muro; all’interno del sito i resti di una Grande Moschea, sostenuta da 144 colonne e un forte, costituito anticamente da mura alte 13 metri, tre torri circolari e altre minori a sezione semicircolare.

L’Al Baleed Archaeological Park oggi si trova nel quartiere di Al Haffa di Salalah, a brevissima distanza dall’omonimo Al Baleed Resort by Anantara e dal Crowne Plaza Hotels & Resorts Salalah.

A pochi chilometri dalla città, a Khor Rori sorgono i resti archeologici di Sumhuram, città fondata alla fine del III secolo a.C., dove secondo la leggenda viveva la regina di Saba.

Sumhuram non era solo un piccolo avamposto commerciale ma era una ricca città con templi, edifici privati e pubblici, un ampio quartiere commerciale, fortificazioni, attivi quartieri artigianali all’interno delle mura e campi fertili e orti fuori della città.

Gli studi condotti su Sumhuram, Al Baleed, la città perduta di Ubar e la riserva naturale di Wadi Dawkah hanno dimostrato una profonda interconnessione sociale, economica e culturale basata sul commercio dell’incenso, facendo sì che nel 2000 questi siti siano stati inclusi tra i luoghi del patrimonio dell’umanità UNESCO.

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L’antica città di Izki

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Situata a circa 130 km da Muscat, lungo la strada che collega la capitale a Nizwa, Izki è una delle città storiche dell’Oman, menzionata in fonti cuneiformi di Niniveh.

La città è divisa in diversi quartieri separati dalle rovine di un forte incastonato nella roccia.

Negli ultimi anni sono stati condotti in questa zona numerosi scavi archeologici che hanno portato alla luce tombe e reperti in ceramica che vanno dal quarto millennio a.C. fino all’età del Ferro (1.000-600 a.C.).

Per scoprire la storia più recente di Izki organizza con una visita alla cittadella fortificata di Harat Al Yemen, risalente al diciottesimo secolo, dove ammirare le antiche case tradizionali omanite.


Il sito archeologico di Daba

Nel 2012 lavori di ristrutturazione all’interno dello Sporting Club di Daba Al-Bayah, nel Musandam, hanno rivelato accidentalmente la presenza di un sito archeologico.

Gli scavi condotti dalla Missione Archeologica Italiana hanno rinvenuto un grande complesso funerario costituito da tombe collettive monumentali risalenti all’Età del Ferro.

Finora gli scavi di Daba, ancora non interamente esplorati, hanno restituito migliaia di reperti appartenenti al corredo funerario che accompagnava le sepolture: ornamenti in oro, armi in bronzo, vasellame di pietra, medaglioni in conchiglia, sigilli e perle, in buona parte oggi esposti al Museo Nazionale di Muscat.

Tra i ritrovamenti più importanti, un amuleto egizio raffigurante l’occhio di Horus – il primo ad essere stato rinvenuto nel Sultanato.

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Fonti: COPYRIGHT © EXPERIENCE OMAN | MINISTRY OF TOURISM

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