Che piacere rivederla….

Inaugurazione della rinnovata piazzola dedicata alle gesta del pilota Alberto Ascari, al Parco del Valentino a Torino. Ospite d’onore della manifestazione la Lancia D50 del 1954

L’occasione è stata fornita dall’ inaugurazione della rinnovata piazzola dedicata alle gesta del pilota Alberto Ascari. Una cerimonia che si è tenuta ieri, mercoledì 26 maggio, all’interno del Parco del Valentino, in prossimità della Facoltà di Architettura di Torino

Infatti, l’Associazione ARTES-APS, votata al recupero e restauro del patrimonio storico ed artistico della città di Torino, ha voluto festeggiare la rinnovata piazzola dedicata a uno dei più grandi piloti della storia, che è stata protagonista di un significativo intervento di restauro.

Ospite d’onore della manifestazione la Lancia D50 del 1954, uno dei gioielli più preziosi della collezione Heritage di Stellantis. Una partecipazione più che simbolica visto che nel marzo del 1955, Alberto Ascari conquistò la vittoria nel VII ed ultimo GP del Valentino proprio a bordo di questa fantastica automobile.

Certo una bella iniziativa che riporta alla memoria il periodo in cui la incontravo tutte le mattine entrando in ufficio. Era l’inizio degli Anni Novanta quando, dopo aver iniziato la mia carriera professionale all’Ufficio Stampa Lancia nell’omonimo grattacielo, fui costretto, insieme a tutti gli altri colleghi, ad abbandonare il quattordicesimo piano del palazzo, che si stava progressivamente svuotando per essere ceduto dalla Fiat a una joint venture di società immobiliari.

Ci trasferimmo in una palazzina uffici di due piani, all’estremità di quello che era il reparto carrozzeria dove si assemblava la mitica Thema-Ferrari 8.32, nella zona compresa tra corso Rosselli e via San Paolo, dove all’epoca aveva sede il Museo Vincenzo Lancia.

Uno spazio espositivo dedicato alla storia della Lancia (con automobili, documenti, immagini d’epoca e motori), inaugurato nel 1971 e poi progressivamente smantellato, che oggi ha ritrovato un suo spazio grazie all’attività di Roberto Giolito e di Heritage.

Ebbene, al pian terreno nell’atrio di quella palazzina, una volta superata l’enorme vetrata a specchio, che fungeva da porta d’ingresso, ci si trovava di fronte proprio la “D50”, monoposto da competizione con cui Gianni Lancia decise di tentare l’avventura della Formula Uno nel biennio 1954/55. Accanto, la “D25”, ovvero l’evoluzione di quella che vinse la Mille Miglia e la Carrera Panamericana. Due mostri sacri, dal valore inestimabile, che imparai a rispettare “salutandole” ogni mattina prima di salire in ufficio.

La manifestazione di ieri nei pressi dell’attuale Facoltà di Architettura al Parco del Valentino, ha riportato alla memoria questo mio rapporto personale con la Lancia D50. Progettata dal geniale Vittorio Jano, questa vettura davvero innovativa per l’epoca fu costruita in soli otto esemplari.

Era dotata di un otto cilindri a V posizionato trasversalmente per permettere all’albero di trasmissione di passare a fianco del sedile e non sotto, consentendo di abbassare il baricentro della vettura a favore di una stabilità superiore.

Il cambio posteriore era trasversale, mentre i caratteristici serbatoi laterali servivano a migliorare l’aerodinamica, mantenendo costante la distribuzione dei pesi dall’inizio alla fine della gara.

Con questa automobile Ascari conquistò la vittoria nel GP del Valentino che prese le mosse proprio di fronte al Castello del Valentino, completando i 90 giri previsti in due ore e 40 minuti, alla significativa media di 140 Km/h.

A ricordo di questa impresa venne allora incastonata nell’asfalto la piazzola in marmo, che riporta il nome del pilota e il suo numero di gara, il sei, proprio in corrispondenza del punto occupato dalla D50 di Ascari sulla griglia di partenza.

“Vogliamo diffondere la conoscenza del patrimonio storico dei nostri gloriosi marchi automobilistici nel modo più capillare possibile. Supportare le attività di altre Associazioni in linea coi nostri stessi obiettivi e mettere le vetture storiche della collezione a disposizione di eventi culturali dal grande significato simbolico contribuisce alla notorietà del progetto che stiamo perseguendo con costanza.

Nel caso specifico inoltre stiamo parlando di una vettura straordinaria come la D50 e di Ascari, un pilota che tanto lustro ha dato con le sue vittorie ai più prestigiosi marchi italiani, da Ferrari a Maserati, da Alfa Romeo fino, per l’appunto, a Lancia” – ha spiegato Roberto Giolito, Head of Heritage.

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