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Coppa del Mondo di sci al via: gli azzurri sfidano i campioni e un inverno sempre più incerto

Dai ghiacciai messi a dura prova dal caldo estivo alle speranze della squadra azzurra: riparte la stagione dello sci alpino, tra campioni da ritrovare, giovani talenti e un futuro tutto da scrivere

C’è un momento, ogni autunno, in cui gli appassionati di sci tornano a guardare verso le montagne con un’emozione particolare. È quello in cui la Coppa del Mondo si prepara a ripartire, riportando in primo piano le sfide tra i pali, le discese mozzafiato e quei campioni capaci di trasformare una gara in uno spettacolo. Anche quest’anno l’attesa è finita: domani 24 ottobre il gigante femminile e domenica quello maschile apriranno la stagione 2026/2027 sul ghiacciaio del Rettenbach, a Sölden, in Austria.

Eppure, accanto all’entusiasmo, c’è una preoccupazione che ormai accompagna inevitabilmente l’inizio dell’inverno: il cambiamento climatico. Un tema che non riguarda più soltanto gli studi scientifici o le discussioni sull’ambiente, ma che entra sempre più direttamente nella vita degli sport invernali

Ghiacciai sotto pressione: la neve non è più una certezza

La scorsa estate ha messo ancora una volta a dura prova i ghiacciai, rendendo evidente quanto sia delicato l’equilibrio sul quale si regge il futuro dello sci. Le temperature elevate e la progressiva riduzione delle riserve di neve impongono agli organizzatori uno sforzo crescente per garantire lo svolgimento delle gare.

Le preoccupazioni per le condizioni del Rettenbach, inizialmente tutt’altro che infondate, sono rientrate grazie al lavoro degli organizzatori. La neve conservata dalla stagione precedente, una nuova spolverata naturale e l’impiego di cannoni a bassa pressione hanno permesso di preparare la pista per il tradizionale appuntamento di apertura.

Una soluzione che consente alla Coppa di partire regolarmente, ma che racconta anche una realtà difficile da ignorare: per mantenere in vita il grande circo dello sci servono sempre più programmazione, risorse e capacità di adattamento.

E non si tratta soltanto della pista di Sölden. Il calendario femminile ha già dovuto fare i conti con la cancellazione delle due prove previste a Narvik, mentre la possibilità di recuperare le gare altrove è diventata una necessità concreta.

Per chi ama questo sport, la domanda è inevitabile: per quanto tempo sarà possibile continuare a vivere la Coppa del Mondo con gli stessi scenari e le stesse certezze del passato? La passione resta intatta, ma il futuro richiede risposte che vadano oltre la preparazione di una pista.

Azzurri, è il momento di ripartire 

Le incognite ambientali non sono le uniche a rendere particolare questa nuova stagione. Anche la squadra italiana si presenta al cancelletto di partenza con diverse situazioni da seguire, tra recuperi fisici, ambizioni da rilanciare e giovani desiderosi di conquistare spazio.

Nel settore femminile, l’attenzione è inevitabilmente rivolta a Sofia Goggia e Federica Brignone. Entrambe devono ancora ritrovare la piena condizione dopo i rispettivi problemi fisici e il loro ritorno alle competizioni resta legato all’evoluzione del recupero. Goggia ha scelto di saltare il gigante inaugurale per lavorare in vista delle gare successive, mentre Brignone dovrà valutare progressivamente le proprie sensazioni e le possibilità di rientro.

Due assenze pesanti, che lasciano spazio ad altre protagoniste. A Sölden gli occhi saranno puntati soprattutto su Marta Bassino, pronta a tornare in gara dopo un’intera stagione lontana dalle competizioni. Per lei sarà importante ritrovare il ritmo agonistico, senza pretendere risultati immediati.

Da seguire anche Laura Pirovano, reduce dalla migliore stagione della carriera, e le giovani azzurre che cercano conferme dopo i buoni risultati ottenuti nelle categorie inferiori. Tra i nomi più interessanti c’è Anna Trocker, appena diciassettenne, talento da accompagnare con pazienza e senza fretta.

Al maschile, invece, l’Italia guarda con fiducia a Giovanni Franzoni. Dopo una stagione ricca di soddisfazioni, tra vittorie, podi e l’argento olimpico, l’azzurro è chiamato a confermarsi ai massimi livelli. Il suo obiettivo è consolidarsi nelle discipline veloci, senza rinunciare al gigante, specialità nella quale ha costruito le proprie basi tecniche.

Accanto a lui c’è una squadra della velocità che ha già dimostrato di poter competere con i migliori: da Dominik Paris, ancora determinato a dire la sua, a Mattia Casse, Florian Schieder, Christof Innerhofer, Guglielmo Bosca e al giovane Benjamin Alliod.

Più complessa la situazione nelle discipline tecniche, dove l’Italia è alla ricerca di continuità e di nuovi risultati. Alex Vinatzer resta uno dei riferimenti principali tra gigante e slalom, mentre il ritorno di Giovanni Borsotti e la crescita dei giovani rappresentano altre opportunità per rilanciare il settore.

Una stagione di nuovi equilibri

Naturalmente, gli azzurri dovranno fare i conti con avversari di altissimo livello. Tra le donne, Mikaela Shiffrin sembra intenzionata a dedicare maggiore attenzione al gigante e al superG, senza abbandonare lo slalom, mentre la tedesca Emma Aicher si candida a essere una delle protagoniste della stagione. Da osservare anche la crescita di Julia Scheib e il ritorno in gigante della slovacca Petra Vlhová.

Senza dimenticare Lara Colturi che pur essendo ancora giovane, con i suoi 19 anni,  si presenta  alla quinta stagione di Coppa del Mondo. L’anno scorso ha iniziato nel migliore dei modi, ottenendo quattro podi, poi è andata avanti tra alti e bassi. Per lei ci sono comunque tante aspettative, a cominciare dal cambio dei materiali, ed ora si prepara a varcare il primo cancelletto di una nuova stagione.

Tra gli uomini, Marco Odermatt parte ancora tra i favoriti, ma dovrà guardarsi soprattutto da Lucas Pinheiro Braathen, deciso a puntare alla classifica generale dopo il secondo posto della scorsa stagione.

Per l’Italia, dunque, sarà un inverno nel quale serviranno concretezza, continuità e la capacità di sfruttare ogni occasione. Il grande obiettivo sarà arrivare nelle migliori condizioni ai Mondiali di Crans-Montana, in programma a febbraio, ma ogni gara potrà offrire indicazioni preziose.

La montagna resta protagonista

La Coppa del Mondo ricomincia, e con lei tornano le emozioni che ogni anno tengono incollati agli schermi milioni di appassionati. Ci saranno le sfide tra i campioni, le sorprese dei giovani, le vittorie inattese e le delusioni che fanno parte dello sport.

Ma questa stagione porta con sé anche una consapevolezza nuova. La neve non può più essere considerata una presenza scontata e i ghiacciai, simbolo stesso dello sci alpino, sono diventati il segnale più evidente di quanto il cambiamento climatico stia modificando il nostro rapporto con la montagna.

Difendere il futuro dello sci significa quindi non soltanto preparare piste e organizzare competizioni, ma interrogarsi su come rendere sostenibile uno sport che vive in stretta relazione con l’ambiente naturale.

Intanto, il conto alla rovescia è terminato. A Sölden si torna a gareggiare, con la speranza di vedere gli azzurri protagonisti e di vivere un’altra stagione ricca di emozioni. Perché la passione per lo sci non conosce pause. Ma proprio per questo merita un futuro nel quale la neve, oltre a essere una risorsa da preservare, possa continuare a essere il palcoscenico naturale di uno degli sport più spettacolari al mondo.

fotografie per gentile concessione Soldlen e FISL

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