Notizie in tv, tra Coronavirus e pallanuoto

di Maurizio Pignata

Giulia Viacava, giovane difensore del Setterosa, “rispolvera” la sua laurea in Scienze infermieristiche e indossa camice, guanti e mascherina per stare vicino a chi più soffre e chi più ha bisogno.

La televisione, ahimè, è uno dei passatempi che va per la maggiore in questo periodo di quarantena. Così tra una sequela di numeri di contagi, pazienti in terapia intensiva e decessi ( che vengono letti in maniera diversa a seconda dell’interlocutore) ogni tanto spunta anche qualche notizia un po’ diversa.


Il tema è sempre uguale, il maledetto Covid-19, però visto da altre angolazioni. Si parla anche delle tante persone che quotidianamente lottano in prima linea, mettendo a rischio la propria vita e rinunciando a tutto per salvare altre vite, o comunque per allievare l’esistenza di chi soffre in questo momento così difficile.


Così, pur non essendo un grandissimo frequentatore del piccolo schermo, ammetto che in questi giorni di clausura forzata, mi “nutro” di telegiornali, un po’ per deformazione professionale e un po’ per far passare un po’ più velocemente alcune ore della giornata.


Dalla piscina alla casa di riposo

Ebbene, tra le tante storie, mi ha colpito in modo particolare quella raccontata dal TG1 di qualche giorno fa.

Una giovane di 25 anni che pratica uno sport impegnativo come la pallanuoto (il motivo del mio interesse) che, in questi giorni di stop , ha abbandonato temporaneamente costume e calottina per indossare camice e mascherina e mettersi al servizio del prossimo.

Si tratta di Giulia Viacava, giovane difensore del Setterosa, in forza allEkipe Orizzonte Catania, squadra campione d’Italia, che in questi giorni avrebbe dovuto concentrarsi sul finale di un campionato da rivincere e magari ottenere la qualificazione olimpica al torneo di Trieste. Invece Giulia ha deciso di tornare a Sori, nel levante ligure, in famiglia.

Giulia Viacava, difensore del Setterosa
Giulia Viacava, Difensore del Setterosa e in forza all’Ekipe Orizzonte Catania


Campionato fermo che si fa ?

Non potendosi allenare, ha pensato di “rispolverare” la sua laurea in Scienze infermieristiche e ha deciso di indossare camice, guanti e mascherina per stare vicino a chi più soffre e chi più ha bisogno.

Così Giulia, figlia di una infermiera ed un chirurgo, è andata a lavorare laddove l’emergenza era più marcata, cioè nelle residenze per anziani, dove la situazione è drammatica, il personale è a ranghi ridottissimi.

E’ impiegata nella RSA “Città di Genova”, una casa di riposo per anziani di Quarto, dove il rischio è altissimo, essendoci anche tanti positivi al Coronavirus.

Non poteva restare a casa

Ha trascorso “ due settimane in casa a fare niente” – come ha dichiarato la giovane azzurra al TG 1. Così si è attivata tramite la Croce Rossa per informarsi sulle varie possibilità e alla fine ha deciso. Un lavoro duro, con turni massacranti, anche per una giovane atleta, che però essendo abituata a uno sport duro come la pallanuoto, non si è certo spaventata. Il fatto di essere un’atleta, con la testa sempre impegnata ad interpretare al meglio gli schemi di un gioco di squadra, le permette probabilmente di non sentire troppo la fatica.

In ogni caso il correre da una stanza all’altra e lungo i corridoi della casa di riposo costituisce un ottimo allenamento. L’importante è essere pronta a ritornare in vasca, quando sarà il momento. Con la stessa grinta di prima, ma con un bagaglio umano molto più ricco.

Grazie Giulia !

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