Caffarel, 200 anni di passione racchiusi in un Gianduiotto
Un piccolo incarto dorato, una forma inconfondibile, l’incontro tra cacao e nocciole. Basta un Gianduiotto per entrare nella storia di Caffarel: una storia che nel 2026 compie duecento anni e che ha il suo punto di partenza a Torino. Ma cosa permette a una passione di durare così a lungo? In questo caso, la risposta tiene insieme il rispetto per le origini e la voglia di sperimentare. Dal primo laboratorio ai progetti per il 2027, il viaggio merita di essere raccontato.

Torino, 1826: l’inizio di una storia di cioccolato
Torino, 1826. Pierre Paul Caffarel, insieme al figlio, acquista uno stabilimento e lo trasforma in uno dei primi laboratori di lavorazione del cioccolato in Italia. È qui che comincia l’avventura, con il sapere artigianale e l’innovazione produttiva già fianco a fianco. A renderla speciale è un incontro tutto da assaporare: quello tra il cacao e la nocciola Tonda Gentile delle Langhe. Nasce così la tradizione del gianduia, un’unione che diventerà parte dell’identità del cioccolato piemontese.

Il Gianduiotto, un’icona nell’incarto dorato
Il 1865 è l’anno del Gianduiotto, considerato il primo cioccolatino della storia incartato singolarmente. La forma caratteristica e l’involucro dorato lo trasformano presto nel simbolo di Caffarel. E il dettaglio più affascinante è che, a oltre centosessant’anni dalla nascita, il suo legame con le origini non è soltanto un ricordo. A Luserna San Giovanni viene ancora realizzato con l’antico metodo dell’estrusione: la pasta di gianduia viene colata su lastra, utilizzando macchinari installati negli anni Sessanta e tuttora in funzione. A completare la ricetta, esclusivamente Nocciole Piemonte IGP.
Dentro quell’incarto, insomma, non c’è solo un cioccolatino: ci sono materie prime, gesti di lavorazione e una tradizione che continua. Un patrimonio riconosciuto anche dalle istituzioni. Il marchio “Gianduia 1865. L’autentico Gianduiotto di Torino”, registrato da Caffarel nel 1972, è riconosciuto dal 2022 come Marchio Storico di Interesse Nazionale dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Radici piemontesi, orizzonti internazionali
Un buon cioccolato ha una storia da raccontare, e Caffarel lo ha capito fin dall’Ottocento. Confezioni, annunci pubblicitari, cartoline e vetrine hanno portato il suo nome oltre Torino. Nel 1997, con l’ingresso nel Gruppo Lindt & Sprüngli, comincia una nuova fase: gli investimenti ne sostengono lo sviluppo, preservando l’identità dell’azienda, i metodi produttivi e il legame con il Piemonte. Crescere, dunque, senza perdere le proprie radici.
Oggi il viaggio arriva in 49 Paesi, dove sono presenti i prodotti a marchio Caffarel. E il 70% dei volumi prodotti a Luserna San Giovanni è destinato ai mercati internazionali. Due numeri che raccontano quanto lontano possa arrivare una tradizione nata in Piemonte: dalla Val Pellice al mondo, senza dimenticare il luogo da cui tutto è partito.
A Luserna San Giovanni, il futuro prende forma
Per scoprire dove si scrive il seguito della storia bisogna arrivare a Luserna San Giovanni, in provincia di Torino, oggi casa produttiva di Caffarel. Negli ultimi cinque anni lo stabilimento ha raddoppiato i volumi grazie agli investimenti del Gruppo. Tra questi, il centro per la tostatura delle nocciole, realizzato nel 2024 e poi ampliato con una seconda area. Nato per sostenere la produzione del Gianduiotto, è diventato un centro di eccellenza globale del Gruppo nella lavorazione delle nocciole. Proprio l’ingrediente che lega Caffarel al territorio diventa così protagonista del suo sviluppo.

E c’è già una nuova tappa all’orizzonte. Lindt & Sprüngli ha scelto il sito come centro di produzione globale del Choco Wafer Lindt: la nuova linea è prevista operativa dal 2027, con un ulteriore aumento della capacità produttiva annua e delle persone impiegate nello stabilimento. Accanto al Gianduiotto, che custodisce la memoria delle origini, prende posto un progetto rivolto al futuro.
Duecento anni, e la voglia di continuare
Duecento anni possono sembrare un traguardo conclusivo. Per Caffarel, invece, sono una ripartenza: Giulia Muzzin Scevola, Marketing Director di Lindt & Sprüngli Italia, presenta il bicentenario come una base da cui continuare a creare, investire e innovare, facendo dialogare tradizione e contemporaneità. Dal laboratorio torinese del 1826 al Gianduiotto del 1865, fino ai nuovi progetti di Luserna San Giovanni, il filo non si interrompe. È questo il lato della storia che ci piace raccontare: una passione dura quando sappiamo custodirla, ma anche darle spazio per crescere. Magari cominciando da un piccolo incarto dorato.


